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La certificazione degli impianti elettrici

La certificazione di un impianto elettrico domestico è necessaria per legge in tutti i paesi europei ed è garantita da una serie di prove tecniche che seguono normative locali, ma che recepiscono una normativa unificata. Nella maggior parte dei casi però le prove tecniche svolte consistono unicamente nelle verifiche a vista, sottovalutando la possibilità che si verifichi un guasto non visibile, diagnosticabile solo attraverso prove strumentali e che può avere conseguenze serie per il proprietario dell’impianto nonché importanti risvolti legali per la ditta installatrice.

In Italia, per esempio, il decreto ministeriale 37/2008 stabilisce le norme per la dichiarazione di conformità degli impianti e impone la redazione di un certificato di conformità degli impianti elettrici (DiCo) per tutte le installazioni avvenute dopo il 2008.

Gli impianti elettrici realizzati prima dell’entrata in vigore della legge 46/90 del 1990 sono invece ritenuti a norma se provvisti di protezione per contatti diretti o con interruttore differenziale (“salvavita”), sezionamento e protezione contro sovra correnti posti all’origine dell’impianto. La piena efficienza di questo tipo di impianti, per quanto siano considerati a norma, non è però garantita e spesso ci si accorge di un problema solo quando ormai questo si è già verificato ed è ormai troppo tardi per intervenire.

La normativa italiana si discosta, su vari gradi, rispetto a quella di altri paesi europei. La Spagna adotta un approccio simile a quello italiano: è prevista una dichiarazione di conformità quando l'impianto elettrico viene installato, ma per gli impianti domestici non sono necessarie verifiche periodiche successive, prescritte ogni cinque anni per quanto riguarda invece gli impianti industriali.

In Germania è previsto un controllo periodico dell’impianto elettrico e, a seguito di esso, viene rilasciato un documento di certificazione denominato Echeck che garantisce la conformità al dettato di legge. È del 1997 la legge che prevede questa necessità anche per le abitazioni private: non è un documento obbligatorio, ma in caso di incidente, la responsabilità di quanto avvenuto ricade sul proprietario che non ha effettuato i controlli. In Austria invece, per ogni nuova installazione deve essere rilasciato un rapporto di verifica ai sensi della norma ÖVE/ÖNORM E 8001-6-1.

La Francia ha creato un ente nazionale dedicato al controllo degli impianti elettrici, Consuel (Comité National pur la Sécurité des Usagers et de l’Electricité). Secondo la normativa francese, la certificazione è obbligatoria per le nuove installazioni mentre i controlli periodici vengono effettuati a campione se le installazioni sono state effettuate da professionisti e sono sistematici per i condomini e le installazioni realizzate da non professionisti. L’ultimo decreto in materia, del 2011, rende necessaria la compilazione di un attestato di conformità per tutte le installazioni elettriche di nuova costruzione o totalmente rinnovate, ma non impone verifiche periodiche.

In Inghilterra infine, gli impianti elettrici possono essere autocertificati da parte degli installatori iscritti al programma “Competent Person Certification Scheme” mentre, chi non è iscritto ad esso, deve richiedere di volta in volta una verifica esterna a conclusione dei lavori. Uno dei punti cardine di questo programma, iniziato nei primi anni duemila, è quello di aumentare il grado di professionalità degli installatori elettrici.

A prescindere dalla diversa legislazione, il quadro che emerge a livello europeo è di una regolamentazione molto accurata per quanto riguarda i nuovi impianti ma priva di un’attenzione univoca una volta che l’impianto è stato certificato la prima volta.

Ecco perché la comunità degli installatori concorda sul fatto che sarebbe opportuno promuovere una cultura diffusa della sicurezza, ad esempio fornendo ai proprietari degli immobili un vero e proprio libretto di istruzioni, come avviene per qualsiasi elettrodomestico, attraverso il quale conoscere le caratteristiche degli impianti e delle strutture della propria abitazione, al fine di programmare con consapevolezza un’adeguata attività di manutenzione da parte di professionisti qualificati e specializzati e scongiurare così potenziali rischi.

Al fine di fornire a installatori e a imprese di manutenzione una soluzione di facile utilizzo, Prysmian Group ha realizzato PRY-CAM HOME, un sistema per monitorare in modo rapido e sufficientemente approfondito gli impianti elettrici domestici che permette di rilevarne i principali parametri, ridurre il tempo di analisi e generare in tempo reale un allegato tecnico di sintesi dei risultati delle prove effettuate.

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